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Perché occorre un progettista? Come già nella pagina precedente, paragoniamo le aziende con degli edifici. Guardate le figure qui sotto: gli edifici sono molto diversi fra di loro. Il miglior modo di aiutare un'azienda ad evolvere positivamente è travasare in una le esperienze vincenti di un'altra. Ma anche le aziende, come gli edifici, sono molto diverse l'una dall'altra. Il consulente tradizionale si limita a travasare le esperienze. Il progettista le adatta prima di travasarle. Le adatta perché l'organizzazione è diversa. Sta attento a non distruggere una positività certa per introdurne una potenziale. Deve adattare i contenuti alla cultura preesistente. Deve progettare un sistema che consenta ai contenuti di essere ascoltati, compresi, accettati e tradotti in azione. Un mestiere non facile Fare il progettista richiede conoscenze progettuali di ingegneria, conoscenze organizzative profonde tipiche del sociologo, padronanza della psicologia dell'apprendimento, conoscenza dell'epistemologia e dell'influenza dei contesti, padronanza delle comunicazione testuale, di quella grafica, di quella subliminale e di quella emotiva. Occorre poi conoscere le leggi della motivazione e quelle dell'incentivazione, nonché le caratteristiche funzionali di tutti i principali media didattici. Ci sono tre professioni che quasi tutti gli italiani ritengono di saper fare: il commissario tecnico della Nazionale di calcio, l'insegnante e il progettista di formazione. L'insegnante è, delle tre, di gran lunga la più facile, eppure ben pochi la sanno fare bene seguendo solo l'istinto.
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progettista di formazione: è una professione

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