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Risultati e certificazioni La principale motivazione umana "La principale motivazione umana sta nel vedere i risultati delle proprie azioni". Lo afferma Kenneth H. Blanchard, co-autore di "One Minute Manager" e notissimo consulente d'azienda. Valutare i risultati della formazione non è compito esclusivo dell'azienda committente: è estremamente importante che tali risultati siano noti al partecipante, e che lo siano durante tutto il percorso formativo, e non solo alla fine.< /p> Il progettista deve quindi predisporre metodi di misurazione dei risultati, sia durante sia dopo l'apprendimento. Teoria e pratica Si sono operati molti tentativi, in passato, per valutare i risultati della formazione mediante test, ma non si può certo dire che abbiano funzionato sempre. Il fatto è che un test conoscitivo, come quelli in uso nell'istruzione scolastica, ha pochissima rilevanza nella formazione aziendale. Bisogna quindi percorrere strade diverse. Un metodo più consigliabile è quello di predisporre strumenti di lavoro e procedure coerenti con l'insegnamento, e incaricare la struttura aziendale di verificarne l'applicazione. Questa scelta obbliga i superiori gerarchici a imparare le stesse nozioni insegnate ai loro collaboratori: a patto di inventarsi opportuni metodi perché i superiori non si sentano "retrocessi", questo non è un limite ma un vantaggio, perché favorisce un'evoluzione condivisa delle modalità lavorative. Le certificazioni Da qualche tempo, si vanno diffondendo certificazioni di professionalità, che si ottengono superando opportuni esami, gestiti da enti indipendenti ed imparziali. Normalmente, gli esami di certificazione prevedono solo una parte basata sulla verifica di conoscenze teoriche: richiedono, anche, di presentare vari tipi di documenti che comprovino l'applicazione sul campo. Negli esami di certificazione sono frequenti gli studi di casi e simulazioni di situazioni lavorative. La Certificazione di Professionalità è un titolo che, pur privo di valore legale in Italia, è rilasciato in accordo con le norme ISO ed è di fatto riconosciuta in tutta la Comunità Europea. Le certificazioni motivano il partecipante ad apprendere e danno adeguato riscontro a coloro che hanno raggiunto risultati positivi. Le certificazioni offrono alle aziende un notevole vantaggio, che non è fornito dai titoli di studi legalmente riconosciuti: esse sono a tempo definito. Mentre un laureato rimane "dottore" per tutta la vita, anche se non si aggiorna e le sue conoscenze decadono a quelle di un analfabeta, le certificazioni hanno una durata limitata (tipicamente due o tre anni) e sono rinnovate solo dopo opportune verifiche. In questo modo,il partecipante è incentivato non solo ad apprendere per raggiungere la certificazione, ma anche ad aggiornarsi per mantenerla,o addirittura a proseguire nel processo di miglioramento per raggiungere una certificazione di livello superiore. Sulle certificazioni di professionalità, e in particolare su quella dei venditori, potete trovare ulteriori informazioni in questa pagina del sito principale di Aidea. I risultati concreti In alcuni settori, per esempio nella formazione venditori, è possibile misurare risultati (fatturati, margini, incremento di portafoglio clienti) che sono diretta conseguenza del miglioramento delle capacità dei partecipanti. Di solito, però, un po' tutti cercano di evitare tale riscontro, forse perché non risulterebbe soddisfacente. Si osserva, e giustamente, che l'andamento del fatturato non dipende solo dalle capacità dei venditori, e quindi potrebbe non essere significativo della bontà della formazione erogata. Aidea, però, è riuscita a provocare, mediante interventi di formazione, aumenti di fatturato fino al 1.200% (milleduecento per cento). In tali casi, non v'è dubbio che alla formazione debba essere ascritto successo totale. |
la motivazione deriva dal conoscere i risultati delle proprie azioni

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