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Che cosa è la macroprogettazione

Definizione

Con macroprogettazione (o progettazione di base o progettazione in senso stretto, si intende definire le caratteristiche fondamentali di un intervento formativo progettato su misura per uno specifico cliente o uno specifico scopo

La macroprogettazione non entra nei dettagli progettuali. Non specifica, quindi, che cosa bisogna fare ora per ora, non decide il testo dei casi di studio, non definisce le slide da proiettare: questi sono compiti della microprogettazione. Molti chiamano "progettazione" la microprogettazione: è un errore grave, perché è la macroprogettazione quella che è responsabile del 95% del successo di un intervento di formazione.

Che cosa si fa nella macroprogettazione

Nella macroprogettazione si deve decidere quanto segue.

  • Chi sono i partecipanti cui deve essere erogata la formazione. Quasi è opportuno fare formazione, in maniera coordinata, a più livelli gerarchici e talora perfino a più funzioni aziendali. Si fa raramente, ma, facendolo, la differenza nel rapporto risultati/costi può migliorare anche di 10 volte e più.
  • Che cosa dovranno fare, sul lavoro, i partecipanti, che non fanno ora. Dopo aver valutato, con un assessement, la situazione attuale, bisogna ridefinire la mansione, e ciò per di ciascuna categoria di partecipanti. La "nuova" mansione non è quella teoricamente ideale, ma la migliore che è realisticamente possibile raggiungere con un intervento formativo. Differirà quindi relativamente poco da quella attuale, ma i cambiamenti devono apportare vantaggi grandi. La definizione di ciò che i partecipanti dovranno fare dopo l'intervento formativo richiede competenze profonde in varie discipline dell'organizzazione aziendale e della psicologia.
  • Quali conoscenze è necessario trasmettere affinché i partecipanti possano svolgere la "nuova" mansione. Spesso si inizia la progettazione definendo un argomento da trattare (di solito, quello in cui il progettista è competente): è un errore grave, gli argomenti da trattare sono conseguenza della "nuova" mansione e non viceversa.
  • Quali attività formative occorre effettuare. L'insegnamento in aula è solo una delle possibilità. Si devono definire media didattici, durate necessarie, supporti e risorse in genere, minimizzando i costi.
  • Il ruolo che ciascuna categoria di partecipanti avrà in ciascuna attività formativa. Ci saranno i discenti, i docenti, i testimonial, i motivatori, i facilitatori, i controllori, i gestori, gli addestratori sul campo, ecc. Alcuni partecipanti hanno un unico ruolo, ma, più spesso, il medesimo partecipante può svolgere un ruolo in un'attività e un ruolo completamente diverso in un'attività didattica successiva.
  • Quali caratteristiche devono avere i professionisti incaricati di condurre l'attività formativa e, in particolare, di che cosa devono essere esperti. Ben raramente il progettista può fungere da docente. Ben raramente si può sapere quali argomenti andranno trattati, già all'inizio della progettazione.
  • Chi, come, quando e con quali strumenti misura i risultati, in corso d'opera e alla fine dell'intervento.
  • Se sono indispensabili strumenti motivazionali o di incentivazione, e quali.

Mah, da noi si fa così...

In molte aziende c'è un Direttore Formazione che prende tutte le decisioni relative alla macroprogettazione, poi chiama un esperto dell'argomento da lui prescelto e gli commissiona un corso, che duri un certo numero di giornate di insegnamento. Non va bene?

Il direttore amministrativo, di solito, si avvale di consulenti fiscali. Il direttore del personale utilizza il parere di avvocati. Il direttore marketing si appoggia a un'agenzia di pubblicità per gli spot televisivi. Il direttore generale fa progettare la nuova sede da uno stuolo di ingegneri. Anche la formazione è un'attività dove gli sbagli hanno conseguenze gravi: consultare uno studio di progettazione, con competenza specifica, potrebbe essere più conveniente.

progettare formazione è complesso come progettare un'autostrada o una diga

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